27 Mar 08

Waiting for Starbuks

Ci saranno più possibilità, ora che il caffè andrà in lattina? Da queste parti si spera e si attende il primo test Ilko (vieni avanti creativo?).

17 Mar 08

Il monopolio che vorrei

Tutti siamo favorevoli all’interoperabilità e la libera concorrenza, perché in fondo a nessuno piace l’atteggiamento spocchioso del monopolista, sia Google, Microsoft o Apple.

Detto ciò, mi rattrista leggere sull’odierna Repubblica di carta che d’ora in poi i mattoncini Lego si potranno incastrare con pezzi non originali prodotti da altre aziende. Mi piange davvero il cuore.

6 Mar 08

Una rondine non fa primavera

http://www.flickr.com/photos/fortphoto/312498242/E infatti io l’ho vista martedì, e allora è tornato il gelo ed è saltata la desiderata grigliata per festeggiare domenica prossimata il Gonzo. Insomma, un disastro.

Poi da queste parti si scrive poco, ma si pensa molto. Il che è un bene di solito, ma in questi giorni potrebbe andare meglio.

Sorvoliamo. Come la rondine.

È andata molto bene al BarCamp di Torino, invece. Tante belle chiacchiere, molta ispirazione. Menzione speciale sicuramente per Sonounprecario. Toh, ora lo aggiungo al blogroll, che è tanto che non lo aggiorno. 

Ho visto un film disgustoso. No, non è un horror. E no, non è italiano. È una robaccia con il Dottor Shephard, Ghost Dog – che continua ad avere un debole per le bambine con il cono gelato –, uno strafatto Dennis Quaid (o almeno sarebbe l’unica giustificazione accettabile) e Ripley che orma è più vicina a un Alien che a una donna, ma le vogliamo comunque bene. Ho ancora gli incubi per quell’osceno razzismo. E non fatevi fregare dalla storia delle prospettive, son tutte balle.

In tutto questo orrore, mi sto ritagliando un weekend in quel di Torino per assistere a Share Piemonte. Incrociamo le dita. Edco pra è oiù diffocile sxrivere.

21 Jan 08

La grammatica di Dio

La grammatica di DioCon un paio di mattine e una manciata di pagine rubate sul bus o perfino in ascensore, ho portato a termine la lettura di La grammatica di Dio, la raccolta di racconti di Stefano Benni. Racconti di solitudine e di profonda tristezza, storie in cui la speranza non è una soluzione ma un miraggio. Bellissime. Ecco le pagelle.

Boomerang – 8 e mezzo
Mezzo voto in più solo per il co-protagonista, un cane pipistrello.
 
Mai più solo – 8 e mezzo
Azzeccate le intuizioni sullo spirito di appartenenza postmoderna.

Lo scienziato
– 8
La ricerca spasmodica della solitudine.

L’Orco – 9
Crudele e spietato, incredibilmente vendicativo.

Alice – 8 e mezzo
Quando il Paese non è quello delle Meraviglie.

Una rosa rossa – 8 e mezzo
Romantico senza ogni speranza, come una prolungata adolescenza.

Pari e patta – 7 e mezzo
Quando una relazione è come un torneo di tennis.

Le lacrime – 8
Un mondo fantastico a cavallo tra Borges e Gogol.

Orlando furioso d’amore – 7 e mezzo
Una rivisitazione metropolitana del senno perduto.

L’istante – 8 e mezzo
Quando l’onda che si infrange crea un bivio.

L’eutanasia del nonnino – 9
Storia di una rinuncia.

Un volo tranquillo – 9
Un nuovo volto al terrorismo.

Sospiro – 9
La solitudine che dimora in ogni casa.

Solitudine e rivoluzione del terzino Poldo
– 6
Troppo calcio.

Frate Zitto – 7 e mezzo
Il valore dei silenzi e dei gesti.

Carmela – 8
Cercare di volare quando si è polli.

Dottor Zero – 7
Deja vù fatto di fortuna e sfortuna.

Lezione sotto il mare – 7
Laggiù dove studiano le balene.

Una soluzione civile – 7
Questione di civiltà.

Il controllore – 8
Un pizzico di Douglas Adams per una storia umana.

La strega – 8
Le sorti di una donna con interessanti poteri.

L’indovina
– 6
Breve.

Il presepe vivente – 7
Scorcio di paese tra religione e folclore.

Lo spirito del camino
– 7
Quasi come Il castello di Howl.

I due pescatori
– 9
Incredibilmente poetico.

9 Jan 08

Peggio della televisione

Photo di sa_ku_ra [Flickr]

 

Per ricordarci che alcune cose non cambiano mai.

L’intervista mai fatta a Beppe Grillo di Alessandro Gilioli. Con sentita ammirazione.

D’altra parte ringrazio Grillo.

 

Ho appena rinnovato l’abbonamento annuale a L’Espresso e preferisco leggere su carta tutt’altro che le sue invettive.


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