31 Dec 06

RedPill Zeitgeist 2006

A long December and there’s reason to believe
Maybe this year will be better than the last
Counting Crows – A long December (1996)

Oggi aggiungo al mio involtino di blog Svaroschi, ché se lo merita. Colgo l’occasione per riprendere il suo meme di fine d’anno e stilare il RedPill Zeitgeist 2006.
  • Emozioni
  • Tesi
  • Totem
  • Parigi
  • Lavoro
  • Inizi
  • Acquisti
  • Series
  • Impegni
  • Bio
Non so cosa mi attenderà nel 2007, ma mi piace pensare che alcuni progetti possano, alla fine, realizzarsi. Per quanto riguarda i propositi per l’anno nuovo, beh, di continuare almeno su questa strada per vedere dove porta. E di organizzare una meritata vacanza, che bisogna pensare anche a quello.
Spero anche che il prossimo anno mi permetta di capire su quale parte di me scommettere, nostalgica o rivoluzionaria?
Intanto per stasera comportatevi bene, mangiate e bevete tanto, ma evitate i botti che altrimenti vi insulto. Buon cenone e buon anno a tutti.

Il Capodanno che verrà

Partiamo dal presupposto che oggi sia una giornata mediamente negativa. Proprio grigia. Che oltre a essere un presupposto, è anche un dato di fatto. Quindi, niente sushi per quei quattro scorfani che oggi si sono fiondati in centro alla ricerca di ambrosia. Risultato: un cinese venuto male a cui abbiamo regalato dei soldi, e la voglia di pesce rimasta insoddisfatta. Per non parlare poi di cose serie; questa è una giornata da dimenticare, perché riesci a sentire il vento sotto ai piedi e la profondità del baratro minaccioso.

E così ventiquattr’ore prima dei festeggiamenti mi ritrovo sottotono, irritabile e anche un po’ stanca. Dovrei rilassarmi di più, dopottuto ci siamo quasi. Il pandoro è fatto e sta sul poggiolo a prendere fresco (quindi se stanotte dovesse piovere pensate a me intensamente). Il salmone attende il taglio definitivo per domani mattina, il panettone salato sarà farcito nel pomeriggio, le lenticchie son pronte e il cotechino si farà poco prima di andare in tavola. E poi voglio fare quella mousse di salmone e avocado troppo buona che ho imparato da Fiordizucca. Come vini, due bianchi siculi e un Veuve Clicquot. Per finire, l’assenzio nei bicchieri parigini.

Sento che le feste mi sono già trascorse addosso; ma sarà che martedì devo tornare a lavorare.

29 Dec 06

Zucchero a svelo sul pandoro

In pieno periodo festivo, da queste parti si pensa ai cibi per il Capodanno. Non c’è scampo: il pranzo di Natale è per principianti paragonato alla grande C. La mia tradizione prevede inesorabilmente cotechino (o zampone) e lenticchie in grande quantità ma quest’anno aggiungiamo il salmone all’aneto; ovviamente continuano a regnare sovrani frutta secca e dolci in ogni forma. Perciò oggi introduco nel mio involtino dei blog anche il buon Eìo. Il suo post da Panettonista convinto illustra magnificamente i drammi familiari che nascono proprio sotto l’agrifoglio.

A Genova, per esempio, i conflitti sono ancora più aspri: non solo perché i pandori sono più economici ed entrano di diritto nella dispensa, guadagnandosi un posto d’onore come ciofeca più scontata del mese, ma soprattutto perché si aggiungono i pandolci genovesi. In una famiglia di quattro persone, puntualmente, le preferenze sono sempre divergenti. Fondamentalisti, esatto. Non più solo pandoro e panettone, ma il pandolce. Non contento di essere fonte di screzi, il pandolce ha due ramificazioni: il pandolce basso e il pandolce alto. Il primo è quello genovese doc, per i duri e puri, mentre la versione alta lievitata dicono sia una ricetta più antica. Le lotte intestine qui in Genova puntano soprattutto sull’altezza del pandolce, le cui caratteristiche sensoriali sono: sapore di burro (altrimenti non è un prodotto valido), presenza di canditi e uvetta in quantità industriale (se si vede troppa pasta tra i canditi, non è un buon pandolce), e per finire una spolverata abbondante di pinoli e anice. Se si segue la tradizione “basso è bello”, il pandolce deve anche sbriciolarsi in bocconcini deliziosi morbidi e uniformi, senza diventare polvere. La versione alta invece si taglia come si taglierebbe un panettone. Come dite, voi attaccate il panettone direttamente a morsi?

Dopo questa premessa, un filo fondamentalista, spezzo una lancia a favore del pandoro che si presenta un po’ come una tela bianca. Come anticipavo qualche giorno fa, ecco la mia personale interpretazione dell’opera.

Pandoro farcito

Prima crema:
(grazie alla mamma di Kurai)

1 torrone classico (sì, l’arma impropria da denunciarne il possesso alle autorità)
½ confezione di mascarpone (quindi, 125 g)

Tagliate a cubetti il torrone (auguri) e mettete nel frullatore con il mascarpone. Will it blend? Eventualmente allungate con un cucchiaio di panna da montare.

Seconda crema:
(grazie a Patt, Cuochi di Carta)

¼ litro di latte
2 rossi d’uovo
1 buccia d’arancia
½ bacca di vaniglia
1 cucchiaio di farina di mandorle
1 e ½ cucchiaio di farina bianca
1 e ½ cucchiaio di zucchero
½ cucchiaio di zucchero vanigliato

Diciamo che ho seguito, più o meno, la ricetta di Patt, quindi per i passi da seguire andate qui. Ho aggiunto anche delle gocce di cioccolato a fine cottura nella crema, così, perché l’avevo in casa. Ah sì, e una stecca di cannella insieme alla vaniglia.

Composizione:

A questo punto, tagliando fettine da 2 centimetri abbondanti di pandoro sdraiato, ho iniziato a spalmare in modo alternato le due creme. Torrone, vaniglia, torrone, vaniglia, torrone, vaniglia, torrone. Rigorosamente alternando le punte del pandoro a forma di stella. E a questo punto una pioggia di canditi su tutto il pandoro! Ma la parte più divertente è la glassa al cioccolato (già pronta perché qui siamo dilettanti). Ecco fatto! Domani preparerò un’altra torretta per Capodanno, tanto per non perdere l’abitudine, chissà che non si riesca a valorizzare il pandoro così nudo e poverello. Da queste parte questa ricetta e le sue varianti torneranno utili fino a febbraio, quando le scorte di pandori 3x2 saranno esaurite.

28 Dec 06

Vaporware dell’anno

And late December
Can drag a man down
You feel it deep in your gut
Short days and afternoons spent pottering around
In a dark house with the windows painted shut
Fountains of Wayne - Valley winter song (2003)


Fine dell’anno, tempo di bilanci.
Che poi non è vero, si fanno anche bilanci a gennaio, per vedere come è iniziato l’anno. Per non parlare di marzo: si dice primo trimestre, o no? Anche a giugno – ovviamente – prima di mettere il costume da bagno.
Insomma, le statistiche sono sempre dietro l’angolo e le classifiche si creano e si distruggono continuamente. Spesso mio divertono, sono un punto di partenza come tanti altri, basta che non diventino un punto di arrivo. I bilanci sono momenti semiseri e autoreferenziali™, ideali tappabuchi per i periodi di transizione. Che a ben vedere, siamo sempre in una transizione continua. Allora, per non prendersi troppo sul serio, arrivano i Vaporware 2006.
Eletti come sempre da Wired, i Vaporware sono quelle promesse tecnologiche che non sono state mantenute. Lunghe attese che, alla fine, si sono rivelate vane. Ecco le mie segnalazioni preferite.

Duke Nukem Forever
Da quando andavo al liceo sento parlare di Dnf e ormai è diventato mascotte dei Vaporware. Chris, un lettore di Wired, suggerisce il nome di Duke Nuke Never, mi sembra appropriato.

Spore
Da Will Wright, genio di The Sims, il simulatore di evoluzione. Continuerò ad attenderlo nel 2007.

"iPod killer"
Si attendeva la rivoluzione digitale in grado di scalzare il leader di mercato. Ma iPod continua a crescere e nessun competitor si impone. Figuriamoci Zune, che non è nemmeno considerabile un prodotto valido.

 
• Optimus-103 Keyboard
Il prototipo russo è commovente. Il miglior Vaporware del decennio, per quanto mi riguarda.

27 Dec 06

Tre

Da queste parti si cambiano e si aggiungono cose, ma devo ancora disporre i diversi flussi di informazioni che scorrono e si arrestano. Penso che aggiungerò i link nel blogroll un po’ alla volta, segnalandoli di volta in volta nei post, tipo aggiornamento. Nel frattempo, il mio file opml con tutti i feed sparpagliati è pubblicato e lo trovate nella barra di navigazione in alto. Sono quasi cinquecento fonti, io avverto. Farò parecchi esperimenti, ma sicuramente troverò il tempo per scrivere.

Il primo link che ho inserito nella sidebar è Federico, e le motivazioni sono troppe per occupare lo spazio di un post o di una vita intera.  

Venerdì scorso si è attuata una cena natalizia con dei cari amici, a base di pansoti al sugo di noci e asado. No, non gli amici, la cena. Prima di raggiungere l’azienda agricola (-icola, -icola, ooh) nonché agriturismo, ho visto brillare – per un istante – una scia nel cielo. Perciò, oggi aggiungiamo all’involtino dei blog qui a destra, Stephen che ha scritto un bel post ispirato a una stella cadente. Ed è bizzarro parlare di stelle cadenti in questo periodo, così distante dalla notte di San Lorenzo.

26 Dec 06

Reduci?

Il bilancio del regali di Natale, possiamo dire, è molto positivo. Ho messo le mani sul mio nuovo Nintendo Ds Lite, tutto rosa porcello (altro che quel coloraccio della Psp), e ho passato le ultime ore a giocare a Yoshi’s Island. Il resto dei regali oscilla tra borse (tre), cintura (una, e pure usata), bagnoschiuma (due), creme Erbolario (due più un olio) e gioielli (due ciondoli). Il numero dei dolci presenti è indecifrabile.
Credo che questi torroncini e gianduiotti mi ucciderano.
...ancora prima

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