Il Capodanno che verrà
Partiamo dal presupposto che oggi sia una giornata mediamente negativa. Proprio grigia. Che oltre a essere un presupposto, è anche un dato di fatto. Quindi, niente sushi per quei quattro scorfani che oggi si sono fiondati in centro alla ricerca di ambrosia. Risultato: un cinese venuto male a cui abbiamo regalato dei soldi, e la voglia di pesce rimasta insoddisfatta. Per non parlare poi di cose serie; questa è una giornata da dimenticare, perché riesci a sentire il vento sotto ai piedi e la profondità del baratro minaccioso.
E così ventiquattr’ore prima dei festeggiamenti mi ritrovo sottotono, irritabile e anche un po’ stanca. Dovrei rilassarmi di più, dopottuto ci siamo quasi. Il pandoro è fatto e sta sul poggiolo a prendere fresco (quindi se stanotte dovesse piovere pensate a me intensamente). Il salmone attende il taglio definitivo per domani mattina, il panettone salato sarà farcito nel pomeriggio, le lenticchie son pronte e il cotechino si farà poco prima di andare in tavola. E poi voglio fare quella mousse di salmone e avocado troppo buona che ho imparato da Fiordizucca. Come vini, due bianchi siculi e un Veuve Clicquot. Per finire, l’assenzio nei bicchieri parigini.
Sento che le feste mi sono già trascorse addosso; ma sarà che martedì devo tornare a lavorare.
- Lifeshred (00.04)

