No comments? No blog
Avevo una bella idea di post da scrivere, per commentare questo sondaggio di Michael Arrington su Techcrunch. Ora vedo che Marco Montemagno scrive su Sky Tg24 una bella panoramica sulla questione con cui mi trovo d’accordo. Io sono ancora un po’ timida nel dispensare commenti, ma sono comunque un’importantissima risorsa per un blog. Qualche giorno fa ho fatto la mia brava votazione e mi sono schierata nella posizione più estrema (no comments? no blog!) ma ammetto un margine di errore. Per me, il fatto più rilevante è che i commenti abilitano, offrono la potenzialità di completare, controbattere, segnalare. Ovviamente, tutte queste azioni di approfondimento possono essere svolte anche attraverso il trackback, per dirne una. Ma se pensiamo a un feedback semplice a cui può accedere anche il meno scaltro dei lettori occasionali e senza blog, per me i commenti restano la migliore rete di sicurezza. Abilitare l’utente a esprimersi è solo un primo passo, vero, e i commenti vanno letti e coltivati: si tratta di un’occasione, basta scegliere se coglierla, oppure no. Alla base di questi discorsi il mio approccio è comunque molto aperto alle impronte personali dei blogger padroni di casa, solo che si cerca di capire quali siano le opportunità da non perdere.
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Concordo. Un blog senza commenti è spento, è solo una lista di notizie più o meno personali, ordinate cronologicamente.
Ciao,
Antonio
PS: Non so perché ma ho come l’impressione che hai molto da dire nel tuo blog, ma in qualche modo ti freni. Magari mi sbaglio. :-)
Comment by Antonio Cangiano — 6 Jan 07 @ 08.20
Sì, i commenti sono una ricchezza grande, e cambiano la faccia ad un blog. Però mi scontro spesso anche con il problema opposto: troppi commenti, una discussione troppo pregna e interessante, che, chiusa nei commenti, diventa inaccessibile e poco visibile.
Comment by Stephen — 6 Jan 07 @ 12.52
Antonio, forse hai ragione, ma è solo questione di tempo e di carburare. :)
Stephen, per quanto riguarda la quantità, non credo si possa parlare di troppi commenti; l’abbondanza è positiva, ma certamente deve esistere una buona gestione funzionale che permetta di ricercare i contenuti. Attualmente, presentare i commenti semplicemente ordinati cronologicamente non basta: le conversazioni sono difficili da seguire e spesso si confondono con messaggi off topic. Per questo motivo il trackback ha una maggiore utilità e, pur decentralizzando le risposte, queste hanno più spazio e visibilità senza limitarsi a un’annotazione in calce al post. Il commento non è il luogo ideale per sviluppare discussioni, ma è un luogo immediato (in questo si avvicianano al funzionamento di Twitter) che non discrimina chi non ha un proprio blog o chi non ha tempo di una riflessione più corposa.
Come dicevo, il commento non è il luogo ideale per complessi approfondimenti o conversazioni accese, ma questo non vuol dire che non si sviluppino dinamiche essenziali, come affermi anche tu, Stephen. Penso che una buona soluzione per dare voce a quelle interessanti discussioni nate spontaneamente nello spazio commenti sia la composizione di un nuovo post, una buona rassegna degli interventi più interessanti e delle posizioni più varie.
E poi i commenti troppo lunghi sono dannosi, un po’ come questo :))
Comment by redpill — 6 Jan 07 @ 14.21
OK, allora togliete Wittgenstein dal vostro aggregatore.
E fateglielo capire, a Sofri, invece di osannarlo!
Comment by Cips — 12 Jan 07 @ 16.57
Il mio aggregatore contiene feed che provengono non solo dai blog, ma per quel che vale, si, Wittgenstein per me non è un blog. Questo però non significa che non si debba seguire :)
Comment by redpill — 15 Jan 07 @ 08.21