9 Jan 07

Twitterami

È ormai quasi da un mese che utilizzo Twitter, provo quindi a mettere insieme qualche spunto suscitato da questo simpatico servizio.

Partendo dal principio, Twitter permette di pubblicare dei micropost in modo istantaneo attraverso l’interfaccia web, un programma di instant messaging oppure via cellulare. Poche le opzioni di personalizzazione – un po’ per fortuna, un po’ che peccato – che spogliano l’applicazione di tutto ciò che è irrilevante rispetto al fulcro di Twitter: le relazioni sociali. Come in ogni social network che si rispetti, la barra laterale racchiude tutti i contatti amici e diventa il principale termometro relazionale. Per esempio, la mia categoria dei Friends identifica gli account amici di cui seguo gli update, mentre i Followers sono tutti gli account che mi hanno inserito tra i loro link amici.

Le forme di notifica hanno peculiarità distinte e rendono differente la fruizione dei messaggi. La visualizzazione via web raccoglie un archivio personale e una panoramica degli ultimi quaranta aggiornamenti che provengono da tutti gli account amici, una sorta di river of news. Il vantaggio di questa modalità è quello di monitorare la situazione corrente, lo svantaggio è il continuo refresh del browser. Attraverso la barra laterale è inoltre possibile scegliere di non seguire più un account pur mantenendolo tra i Friends, cliccando semplicemente sul link Leave (o Follow per annullare l’opzione). Il link Direct Message permette invece di visualizzare e comporre messaggi privati da indirizzare direttamente a un altro account.

La visualizzazione via instant messanger si pone in una posizione differente: nella finestra dell’im si possono leggere in diretta tutti gli aggiornamenti degli amici, proprio come in una chat collettiva. Il vantaggio è quello di poter leggere un maggior numero di update senza scomodare il browser, ovviamente a patto di avviare il programma di instant messaging. Per effettuare rapidamente alcune azioni basta far ricorso ad alcuni codici: per esempio scrivendo prima di un micropost "D nomeutente” si invia un messaggio privato. Con "Leave nomeutente" (oppure "Leave all") si interrompe la ricezione di aggiornamenti da parte dell’account, mentre con "Follow nomeutente" (oppure "Follow all") si riattivano i messaggi.

Il terzo tipo di aggiornamento di Twitter è tramite cellulare. Basta attivare l’opzione dal sito ed è possibile inviare e ricevere i micropost via sms. Lo svantaggio è ovviamente quello di dover pagare il costo del messaggio (dipende dall’operatore, io pago 30 cents/sms) e il fastidio di dover sentire squillare il cellulare a ogni messaggio e di averne di arretrati (stamattina ero a quota 35). Insomma la quantità di informazioni via cellulare è meno gestibile e più invasiva rispetto al computer, ma ha l’indiscutibile vantaggio di essere fruibile proprio ovunque, anche senza connessione a internet.

il quarto tipo di visualizzazione, che però non dà luogo a una possibilità di aggiornamento, è il badge da inserire nel proprio sito. Io l’ho integrato, mi piace avere una barra laterale aggiornata, più dei post stessi. Per lo stesso motivo ho anche il badge di Delicious, mi permette di condividere qualcosa di me anche nei momenti di maggiore impegno.

L’ultima visualizzazione, anche in questo caso in sola lettura, è via rss. Inserendo l’indirizzo nel proprio feed reader, si aggiorneranno tutti i messaggi degli account amici. Vantaggio: poco invasivo. Svantaggio: continui refresh.

Il micropost di Twitter è quindi a tutti gli effetti crossmediale e deve far fronte alle differenze tra le fruizioni. Il messaggio non è infatti univoco e può essere influenzato anche dal mezzo stesso. Ne è un esempio l’instant messaging che, per deformazione e per semplicità intrinseca, favorisce l’invio di messaggi in modo frequente. Al contrario i micropost composti via cellulare saranno più ragionati e più completi. Questo crea dei problemi soprattutto dal punto di vista di chi legge i micropost via  web o via sms: la natura di un messaggio cambia dalla fase di scrittura a quella di lettura ponendo dei limiti di conversazione.

Un altro problema, ben dibattuto,  riguarda i contenuti dei micropost. Twitter è unna tecnologia agli inizi, sta cavalcando il momento e probabilmente affronterà un assestamento naturale, non serve quindi che io dica i punti di forza e l’utilità. Come scrivere su Twitter? Italiano o inglese, prima o terza persona? Pur segnalando le regole di buona condotta di Fullo, non credo ce ne sia bisogno, proprio per la fase di sviluppo in cui ci troviamo. A me piace scrivere in inglese perché l’interfaccia è in inglese e in modo impersonale per armonizzare con il badge che ha il titolo "What am I doing…" In realtà credo che sia poco rilevante, alla fine. C’è da dire però che le chat di gruppo sono particolarmente divertenti via im, anche se poi si instaurano botte e risposte che alla fine tendono a escludere (bonding, anyone?). Sono semplicemente un uso differente di Twitter

Twitter è uno strumento molto potente e come tale si piega a diverse finalità. A me piace leggere cosa fanno in quel momento altri amici e scrivere poche righe per raccontare la mia giornata. L’indiscussa forza si basa tutto sulla simultaneità delle informazioni che circolano: volatili frammenti di individuo che viaggiano sulla rete e che puoi afferrare. È la massima espressione dell’intelligenza connettiva, che esiste solo in quel dato momento in quella rete di persone. Effimera ma anche estremamente reale. Proprio per la simultaneità che contraddistingue Twitter, non è necessario "seguire" le conversazioni, né tanto meno dedicare ore e ore di tempo per aggiornare il proprio profilo; semplicemente è una cosa che si fa, quando si vuole, senza alcun obbligo. Come scendere a prendere un caffé per parlare e ascoltare. Alcuni diranno "devo andare a fare la spesa", altri commenteranno che no, Bartezzaghi non ha capito nulla dei Fincipit, altri ancora vi informeranno sulle novità. That’s life.

Resta il fatto che stasera sarò a cena fuori con i miei amici Bishoonen e, grazie a Twitter, potrò vivere in diretta le emozioni del Keynote di Steve Jobs via cellulare. Sì, esiste l’account MacWorld creato per l’occasione. Have a Twitter, and have fun.

 
 
Qualche link: Nezmar, Folletto Malefico, Fullo

8 Appunti »

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  1. Bello, ben argomentato, brava!
    Su una cosa io rifletto, che anche eminenti misteriosi gg l’hanno evocato, quel facile “è irc!”, cosa che non è, così come non è effimero nonostante l’apparenza, e imho per un motivo banale banale, ha i permalink (peraltro bellissimi, il pezzetto di contenuto contornato dal niente dello sfondo). L’ho capito leggendo il post di Bru sull’argomento, che usa permalink di twitter - cosa che per adesso non ho visto fare a nessun altro, forse siamo noi che lo usiamo (ancora e per ora) come irc :)

    Comment by Antonio — 10 Jan 07 @ 15.14

  2. “volatili frammenti di individuo che viaggiano sulla rete e che puoi afferrare”

    ne hai colto il lato poetico :)

    Comment by Franc3s — 10 Jan 07 @ 17.01

  3. Ciao,
    volevo dirti che il link sul tuo articolo di Corriere.it su IPhone che porta al blog di Enrico Sola è sbagliato.
    Il Blog giusto è http://www.suzukimaruti.it/.

    Ciao!

    Comment by BMV - Pedrita — 10 Jan 07 @ 20.43

  4. Orpo! hai ragionissima, segnalo subito, spero possano cambiarla in tempi ragionevoli. Povero Suzuki, non volevo! Grazie per la segnalazione ;)

    Comment by redpill — 10 Jan 07 @ 20.56

  5. Antonio guarda, ho scoperto anche io da poco i permalink di Twitter e mi piacciono alquanto.

    Comment by redpill — 10 Jan 07 @ 21.55

  6. Beh, a questo punto non posso che chiederti ufficialmente di venire a Roma e unirti a noi…a parlar di Twitter…dai!! :-)

    Comment by svaroschi — 10 Jan 07 @ 23.50

  7. Svaroschi mi piacerebbe venire a Roma; per parlare, beh è un altro discorso.. Comunque non credo proprio di riuscire per problemi di tempo e di esami universitari. Grazie per il pensiero ;)

    edit: magari non ne parlo al NoCamp

    Comment by redpill — 11 Jan 07 @ 08.26

  8. NAVIGARE
    L’ultima…

    NAVIGARE L’ultima mania del momento è Twitter. Pare sia stato oggetto della presentazione più apprezzata al BarCamp romano. Io l’ho scoperto grazie ad Antonella. Non dico di non poterne più fare a meno (come in una di quelle orrib

    Trackback by CasaIzzo — 24 Jan 07 @ 07.03

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