Paura del mondo
«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario» Primo Levi
In questo giorno mi trovo a pensare alle mie paure, da quelle più semplici alle più grandi. Come sempre Wikipedia mi viene in aiuto e inizio a consultare l’elenco delle fobie. Non so se sia positivo razionalizzare i propri timori, se questo possa in qualche modo placarli oppure se vengano accentuati dalla riflessione. Vi saprò dire.
- Acrofobia, ho paura dell’altezza ma in forma leggera. Non ho sofferto a salire su Nôtre Dame a Parigi, ma per salire sulla Torre Guinigi di Lucca ho avuto quasi una crisi di panico. Tutta colpa delle scale metalliche a grata.
- Agliofobia, ho una paura ossessiva di provare dolore, soprattutto fisico ma non solo. Da questo deriva buona parte delle mie ansie. L’ospedale è un luogo che concentra i dolori, quindi possiamo dire che sono allergica a pronto soccorso e, per traslato, anche a tutti i dottori. Poi in realtà ho un buon livello di sopportazione, ma la sola idea di provare dolore o di vedere chi mi sta accanto soffrire (per colpa di una innata empatia), mi fa perdere la testa.
- Aracnofobia. Questa si spiega da sola e il risultato è sempre la mia fuga. Non c’è un tipo di ragno che sopporto o che riesco a uccidere. Sono tutti il male per me. Ovviamente più sono grandi, più urlo. E anche i video e le foto mi danno il prurito sulle braccia e gambe.
- Astrafobia, ho un’ossessione dei tuoni e dei fulmini. Durante i temporali, soprattutto notturni ed estivi, ho crisi di panico. Mi rifugio sotto il lenzuolo e resto afona per tutto il tempo. Solo l’iPod mi può essere di aiuto, ma sono soprattutto i lampi a incutermi timore. Al di là dei temporali, ho paura di tutti i rumori forti, specialmente dei botti di capodanno.
- Automatonofobia, tutto ciò che è fatto a immagine e somiglianza degli esseri umani. Non è che abbia proprio una vera fobia dei burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri, ma diciamo che l’immaginario collettivo mi ha segnato e cerco di non avere nulla di ciò a casa. Soprattutto se sono al buio e sola. Non so se esista un termine che indichi una paura opposta (ciò esseri umani che simulano bambole e burattini, ma sono altrettanto inquietanti: vedi clown o donne-barbie.
- Cronometrofobia, cioè paura degli orologi. Non credo che la mia possa essere definita fobia, però odio gli orologi, in particolare quelli da polso che ho smesso di portare da quasi una decina di anni. Non che non apprezzi i Baume & Mercier, ovviamente, ma solo in quanto gioielli. Il mio preferito resta il modello Viceversa, secondo voi perché?
- Dentofobia, un innato e primordiale terrore dei denstisti. Le motivazioni sono tre: uno) vedi l’agliofobia, due) l’odore e il sapore degli strumenti odontoiatrici, tre) la necessità di più sedute e di donare i propri organi per pagare il trattamento, almeno in Italia, leggete Karim. Da quel punto di vista sono autodidatta. E i miei denti stanno benissimo così.
- Ecofobia, quella paura tipica che mi assale quando solo sola in casa. Non in modo esagerato, non entro in panico, mi sento solo a disagio e la soluzione di solito è la musica.
- Eisoptrofobia:, cioè paura degli specchi.Anche in questo caso non si tratta di una vera e propria crisi, ma di un fastidio leggero. Non mi piace guardarmi eccessivamente e troppi specchi in casa mi mettono ansia.
- Enochlofobia paura, ma soprattutto odio, delle folle e dei luoghi affollati. Si passa dai mezzi pubblici nell’ora di punta ai concerti internazionali, dal cinema multisala agli stadi. Visto che sono a Genova, cerco di evitare tutto ciò che è gratis o molto scontato, perché attira una quantità autorigenerante di automi che puntano ad accaparrarsi indistintamente qualsiasi cosa.
- Entomofobia. Dopo i ragni anche gli insetti in generale. Per questo sono molto amica di gechi e camaleonti.
- Glossofobia indica la paura di parlare in pubblico. Quindi pensateci bene prima di convincermi a parlare ai BarCamp, perché potrei avere un infarto.
- Scriptofobia, cioè la paura di scrivere in pubblico. Sono un po’ timida, diciamo. Quindi non riesco a scrivere se non mi trovo sola sola. Se qualcuno guarda lo schermo o il foglio bianco mentre compongo, mi blocco all’istante. Al liceo la mia insegnante di matematica mi deceva che avevo la "sindrome da foglio bianco" si, ho anche quellla.
- Telephonophobia. Nonostante Wikipedia non riporti questa mia paura dei telefoni – la più difficile per me da superare – vedo che il termine esiste. Che cosa buffa: nel sito di supporto per chi soffre di questa fobia, è segnalatop un numero verde da chiamare in caso di aiuto. Geniale.
Ovviamente non ho forme patologiche di tutte queste paure, ci mancherebbe. È stato divertente, anzi ha le potenzialità di diventare perfino un meme.
Un po’ di paura del mondo l’abbiamo tutti, credo. Nonostante le azioni dell’uomo possano raggiungere livelli di aberrazione innominabili, il mio timore reverenziale è da sempre rivolto alla natura, crudele e inarrestabile. Guardare un film catastrofico con vulcani, terremoti, uragani e alluvioni mi porta incubi per molto tempo.
Ma secondo voi esiste davvero la paura che il burro d’arachidi resti attaccato al palato (Arachibutyrofobia)? Raccontate le vostre fobie.
technorati tags:fobie, memoria, mondo
Blogged with Flock

Beh, le paure ci sono…anche per essere sconfitte!! :-)
E su una tua paura in particolare ho intenzione di lavorare, presto…(fa un po’ minaccia….muaaaahahah!!)
Comment by svaroschi — 29 Jan 07 @ 20.26
Ho già una certa idea in proposito, ma sono alquanto determinata. Guardare il film Aracnofobia non mi ha aiutato. Presumo che lo stesso valga per le altre fobie ;)
Comment by redpill — 29 Jan 07 @ 22.50
Non avevi anche paura delle grate sui marciapiedi? :-D
Comment by Etere — 31 Jan 07 @ 16.40
Di quello me ne sto facendo una ragione. Grafotobia?
Comment by redpill — 31 Jan 07 @ 20.15
Gratofobia, perché no :-D
Sapevo che c’era la fobia che gli spaghetti ti si annodino in gola O___o
Comment by Etere — 1 Feb 07 @ 00.08