23 Mar 07

Weak-end

È stata una lunga settimana. Trovo attualmente difficile anche solo reggermi sulle mie gambe, ho anche la febbre alle porte, ma qui comando io. Niente influenza, ho grandi progetti per il week end. Innanzitutto sabato mattina comprerò Finanza & Mercati, perché si sa, il battesimo del fuoco e tutte quelle cose lì. Poi penserò al CitizenCamp, ma purtroppo non ci sarò. Navigherò infine alla ricerca di dvd e di videogame a carattere scientifico (qualche suggerimento?), ma non è come dire che passerò il pomeriggio a giocare. Concluderò la serata con una tisana, magari alla menta, e tanto propoli.

E poi c’è domenica. In trasferta all’Arcadia per vedere 300 su cinquecentometriquatrati™ di schermo, e per finire una tappa a Cartoomics per ascoltare i Bishoonen.

Quindi sono sull’orlo di una crisi di salute. Pensatemi, che io farò altrettanto.

15 Mar 07

Fake nun day

In ufficio è appena entrata una suora.
 
«Ma pure le suore? Fate entrare veramente chiunque qua dentro!»
 
Ma è una suora finta. Chiede l’elemosina e lancia le maledizioni a chi la respinge.
Si dice sia un personaggio ricorrente da queste parti e che periodicamente bussi anche a queste porte. 
Una suora finta. Ma dico io. 

7 Mar 07

Silenzio

Anche da queste parti, si piange la scomparsa di un simulacro.

6 Mar 07

Spreco di carta

È uscita oggi questa notizia che sancisce, per l’ennesima volta, il declino della carta in favore dei bit. No, non si tratta dell’eterna minaccia al giornalismo, quanto piuttosto dell’eclissi del diario. Sarà che vivo in una casa in cui l’invadenza si manifesta abitualmente.

Sarà che tenere un diario era considerato vergognoso agli occhi di mio padre. Sarà che l’unico diario che ho avuto l’ho gettato nella spazzatura dopo poche settimane, per evitare l’onta. Sarà anche che alla fine non amavo molto me stessa, e ogni volta che mi vedevo nei filmati casalinghi e nelle foto delle vacanze, soffrivo e mi innervosivo. Sarà che non ero mai soddisfatta di ciò che facevo o scrivevo.

Sarà che non mi sono mai abituata a una memoria fisica e che mi sono sempre proiettata in avanti senza guardare indietro. Sarà che a me il foglio bianco ha sempre suscitato ansia da prestazione, senza riuscire a esprimermi così, pensiero su pensiero. Sarà anche che l’unica volta che mi sono sfogata su carta, in piena crisi adolescenziale, mia madre ha trovato il foglio e mi volevo portare da uno psicologo. Ma in quell’unico caso, non era scritto a mano, era una stampa, un foglio di wordpad. Sarà anche che la mia calligrafia cambia completamente a seconda dell’umore, che trovo difficilmente una penna comoda e che devo cancellare, ricominciare e riscrivere.

 
Resta il fatto che raramente ho sentito la mancanza della carta. Niente giornali, niente diari; per me la carta è stata spesso sinonimo di disagio e l’unica carta che – per me – non avrà mai fine è quella dei libri, ma questa è un’altra storia. Non mi stupisce, quindi, leggere (o scrivere) che i ragazzi preferiscono il blog al diario, anzi. Sono solo barbari alla conquista di una bandiera, protagonisti di un’inevitabile caduta.

1 Mar 07

Eufemismi

Capisci di non essere normale quando arriva il primo del mese e passi tutta la giornata a ricaricare la pagina dei gusti del mese di Grom, sperando che vengano aggiornati. E alla fine pensi: ma perché non mettono un rss?
 
Update: the verde per tutti! 

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