30 Apr 07

ZenaCamp in pillole

Visto che in altra sede ho già parlato in modo serio del BarCamp genovese, ora lascio scorrere impressioni sparse e sensazioni. Sono solo flash che non hanno la presunzione di raccontare tutto il weekend.

Seven hundred million are you listening? / most of what you read is made of lies / but speaking one to one, ain’t it everybody’s sun / to wake to in the morning when we rise?

In molti hanno sentito giustamente la mancanza di nomi e indirizzi visibili anche da lontano. Ma per me il commento più bello è quello di Tommaso, che spiega: "Infine ho avuto davvero piacere di trovare tante, tantissime persone con una gran voglia di comunicare prima ancora di leggere il nome sulla spilla." So che è piacevole associare volti a indirizzi, ma è un fatto accidentale. Durante i barcamp di Milano e di Torino, non avevo neppure un blog; al primo non avevo il badge, al secondo ho scritto semplicemente il mio nome a penna, ma è stato bello ugualmente.

Venerdì sera. Scatoloni di gadget. Auto, direzione pizza. Una telefonata al momento giusto. L’uscita giusta dal parcheggio.
Un passaggio al volo.
Sono già al terzo capitolo.
Sabato.
Prometti di iscriverti al Social Club.
L’altra volta non hai voluto dirmi l’indirizzo del tuo blog.
A quanto le magliette?
Lavorate per Mentelocale? no, lavoriamo per noi stesse
Vorrei uno zaino con dentro un iPod e una macchina fotografica.
Non ti ricordi cosa hai scritto?
È stato come uno spartiacque.
Ora inizia davvero a interagire.
Vedete di non addormentarvi.
Siamo i vostri manager. Un saluto dalla vasca da bagno.
Settecento?
Ho preferito il Tiscali.
Se va bene non eri ancora nata.

ZenaCamp è stato speciale per me. Ci ho messo il cuore, solo perché non conosco altro modo di partecipare. E mi sono divertita in modo straordinario, rifarei tutto anche domani. E ringrazio su tutti i miei compagni d’avventura, Andrea, Tambu, Federico, Mescaline & Etere. Credo in questi eventi, in tutte queste persone. Forse proprio per questo motivo, continuo a preferire almeno per ora il barcamp generalista. Così, a pelle. Non c’è bisogno di sviscerare un tema. Perché il barcamp è un pretesto. Stupendo.

25 Apr 07

Campeggiare/3

Mancano ormai pochissimi giorni allo ZenaCamp, e Genova si sta preparando a una pacifica invasione di circa duecento persone, che hanno tutte in comune la passione. Non importa che questo sentimento sia rivolto alla tecnologia, all’internet, al cinema o alla letteratura, allo ZenaCamp si partecipa e si incontrano persone. C’è chi pensa che i BarCamp siano riunioni esclusive di chi ha un proprio blog, cioè blogger come direbbe qualcuno, risultando quindi eventi chiusi e autoreferenziali. In realtà la questione è opposta.
I BarCamp nascono per dare spazio a chiunque di intervenire, proporre argomenti, discutere e confrontarsi, in un’organizzazione distribuita che sdogana le gerarchie tipiche delle conferenze top-down, con quell’aura di ufficiale e disciplinato indottrinamento che poco apporta socialmente. Chiaramente i cicli di incontri frontali, con i relatori ben schierati e il pubblico ugualmente disposto, sono altrettanto importanti per la diffusione della conoscenza e, per quanto riguarda certi argomenti specifici, è la formula più efficace. I BarCamp sono, detto semplicemente, il contraltare informale delle conference tipicamente universitarie, ma non solo. Chi partecipa è quindi motivato a intervenire, dialogare, curiosare e conoscere proprio per le possibilità offerte da questa condivisione orizzontale che avviene tra pari; queste caratteristiche così generalizzate sono anche ottime motivazioni per aprire un blog personale, mettendosi in gioco per cercare di comunicare. Per questo motivo, la maggior parte delle persone che partecipa ai BarCamp è anche blogger.
Tra blogger  – etichetta del tutto evanescente che individua una pluralità di persone e di interessi – si consolida nel tempo un sentimento di solidarietà. Che poi non è del tutto vero, ma un po’ lo è. Così, per buona parte dei BarCamp si viaggia da una sala all’altra, conoscendo persone presentandosi, interessandosi e rimbalzando da un interstizio all’altro; perché quando vivi la rete, non c’è più grande soddisfazione di ritrovarsi in tanti, faccia a faccia, associando volti a link, voci a post, scoprendo nuovi interessanti personaggi. Cosa accade, dunque, alla fine di ogni BarCamp? Si torna a casa, stremati, con la testa e gli occhi colmi di novità, con indirizzi web segnati sulle agende o sui computer portatili, e tutti gli appunti che ricordano le molte persone che, a partire dall’indomani, si contatteranno anche online.
Nei giorni successivi ai BarCamp si assiste, di solito, a una rivoluzione dei blogroll, cioè quei link consigliati che trovano luogo nelle colonne laterali dei blog. Vista la mole di nuove conoscenze, si notano di solito espansioni notevoli di link amici. Personalmente non ho ancora deciso le politiche alla base del mio blogroll, lo trovo ancora poco chiaro come strumento, perché funziona in modo ottimo nelle prime fasi, in cui si aggiungono amici, lettori assidui e commentatori capaci. Ma in poco tempo la lista dei link aumenta, aumenta, fino a diventare del tutto simile a quella della spesa. Qui di lato trovate ancora pochi blog segnalati, è vero, ma cerco di aggiungere poco alla volta i link, segnalando gli aggiornamenti anche nei post. In realtà il mio blogroll non coincide per nulla con l’elenco dei siti personali che ogni giorno leggo e seguo – in numero di molto superiore – attraverso il mio client rss.
Ho ancora molti timori sul grande potere dei link, che non discriminano nessuno.
Vorrei assegnare un determinato valore a ogni indirizzo web che raccolgo, nei post di questo blog o nella colonna laterale. Ma, per ora, i link sono strumenti del tutto neutri che collegano pensieri e parole, lasciando al contesto l’ingrato dovere di comunicarne il significato. Perciò abbiate fede, il mio blogroll verrà presto aggiornato.
Ci vediamo quindi sabato allo ZenaCamp, dritti per Palazzo Ducale, al primo piano, direzione Mentelocale. Mi troverete tra i vasetti di pesto di San Lorenzo e le magliette ottenute grazie alla partnership con il Secolo XIX che, tra l’altro, oggi dedica una pagina cartacea all’evento. Tutti si stanno preparando, anche i Gonzi, non siate da meno.
Sono un po’ in ansia da prestazione, si vede?

18 Apr 07

E il vincitore della Blogosfera è…

“Welcome to the Blogger’s Choice Awards site. Here you’ll see which blogs are currently making an impact in the blogosphere. The blogs you see here are all nominated and voted on by users like yourself!”
Venticinque categorie per votare il meglio della blogosfera anglofona. Blogger’s choice award. Altro concorso, altri concorrenti. Questi eventi così broacast sono utili, però,  se si navigano di serendipity e con il distacco del caso.
Ecco a proposito, un contest per eleggere la migliore presentazione powerpoint, organizzata dal servizio SlideShare, a cui sono giunta via Internet con Marco Montemagno.
Devo dire che sono perplessa. Sì, è vero, il semplice gesto di sfogliare altri slideshow può diventare un’ottima fonte di ispirazione, ma ha solamente uno scopo grafico – importanissimo sia chiaro – ma limitato. La votazione che ha lo scopo di eleggere il powerpoint mi fa molto sorridere. Poi dovrei predicare bene sul fatto che lo strumento dovrebbe essere solo supporto grafico il relatore e inscindibile da quest’ultimo, ma poi qualcuno di molto attento mi farebbe notare che anche io ho uploadato la presentazione della mia discussione di tesi (ma niente SlideShare, sempre Scribd). Quindi fate finta di niente e distribuite i vostri voti in modo saggio.

17 Apr 07

Musica *.0

È qualche tempo che ormai ascolto in continuazione Last.fm, gran cosa. Ovviamente via client, che ascoltare una radio nel browser è la cosa più scomoda al mondo, peccato che non sia del tutto compatibile con Panther. Risultato: decine e decine di ore di musica mai registrate sul sito, niente profilo musicale, niente history, niente classifiche e niente servizi sociali che fanno tanto puntozero. Il che è un peccato, ma di certo lo terrò così finche il mio mac campa. Ho anche installato il plugin per iTunes ma, diciamolo, anche in questo caso ogni buona ragione per usare Last.fm cessa di esistere. Perciò, se doveste andare sul mio profilo di Last.fm trovandolo deserto, abbiate compassione, ma sappiate che non sto latitando e che apprezzo qualsiasi consiglio musicale.

Test on air

Negli ultimi giorni ho provato qualche nuovo servizio del momento:

…e ho anche aggiornato il mio account ClaimID

Devo dire che Tumblr è molto carino e soprattutto divertente. Nessuno meglio di Antonio l’ha descritto finora. Io lo uso per prendere qualche appunto testuale o fotografico. Durante la prima settimana avevo inglobato i feed di twitter e di delicious con lo scopo di avere un servizio che si autoaggiornasse. Un brutto errore, evidentemente, visto che ho presto optato per una visione più moleskiniana. Ovviamente ho già creato la mia prima directory sul mio feed reader tutta dedicata a tumblr, ma se avete bisogno di qualche spunto andate da Tommaso che ha creato il primo censimento tutto italiano.

Per quanto riguarda Jaiku, invece, ho attivato l’account per la pura curiosità di osservare il "concorrente di Twitter". In questo caso ho davvero riaggregato tutti i miei feed (blog, tumblr, twitter, delicious, last.fm…), ma devo dire che non mi ha conquistato. Tra l’altro, la composizione di più fonti è sì comoda, ma anche ridondande: alla fine, è sufficiente ClaimID per tenere traccia di tutto…

 Update:

Ieri Folletto ha scritto un bel post sul design emozionale del minimalismo che mi ha ricordato la tesi.

Eccola quindi su scribd.

10 Apr 07

Campeggiare/2


Oggi finalmente ci siamo riuniti per affrontare le questioni operative sullo ZenaCamp. Prima, il momento relax e brindisi e patatine fritte e battute. Poi, gli affari e le risorse e le opzioni e le speranze.
Dunque. Il cibo c’è. Non si sa ancora con che livello di flessibilità, ma centocinquanta coperti sono assicurati. Il menu è un ottimo aggregatore della genovesità culinaria, che passa dal pesto alla buridda, dalle torte di verdura alla cima.
Nel frattempo sono arrivati a destinazione i bigliettini di Moo, splendidi come sempre. Bravo Moo!
Archiviata anche la categoria cibo, si passa al sopralluogo nei tre locali. Mi sembrano ottimi, non troppo grandi e ben distribuiti. Forse qualche problema si potrà avere per l’acustica, visti i soffitti bassi a volta, ma so che riusciremo a risolvere anche quelli. Molti divanetti distribuiti, sedie e tavolini a volontà, un ampio corridoio e la parete con il tabellone fatto di post-it super sticky, perché siamo pro™. Sempre per essere professionali, pensavo di comprare un quadernone stile guest book casalingo per fare l’aggregatore manuale. Può funzionare?
In questa corsa, per fortuna, abbiamo trovato dei bravi alleati che ci stanno aiutando a raggiungere felicemente i nostri obiettivi. Grazie al Secolo XIX – quotidiano ligure – indosseremo le magliette ufficiali dello ZenaCamp. E se abitate da queste parti, prendetevi due minuti per rispondere al sondaggio iovoto.ilsecoloxix.it.
Anche Tiscali e Cap parteciperanno all’evento. Infine, suscita la mia curiosità anche la start-up Yoo+ che ha scelto proprio questo evento per annunciare, per la prima volta, i primi servizi o progetti sviluppati.
Beh, sembra che lo ZenaCamp stia procedendo ottimamente verso l’unica meta possibile; quella con la data 28 aprile impressa sopra. Speriamo, qui intanto vi tengo aggiornati.
...ancora prima

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