1 Jul 07

Si riparte dal primo luglio

Sono giorni di grandi movimenti.

E non solo perché iPhone è stato lanciato negli Stati Uniti e io sono in fermento per il grande rituale collettivo che tanto si avvicina alle dinamiche che ho analizzato nella mia tesi. L’oggetto vivente, il cellulare sexy, con un’anima e la capacità di emozionare chi lo usa, ricalca la strada di iPod. Ma tranquilli, non si tratta di follia generalizzata e soprattutto non sono solamente americani decerebrati. Non più folle delle code per ottenere i biglietti per i Police, almeno. È un evento, non un lancio di vendita. Uno dei segnali che più dimostra l’importanza del rituale è la figura di Steve Wozniak. Il co-fondatore di Apple, quello geek, appassionato e vicino a tutti i mac user, poteva ricevere il primo iPhone direttamente a casa, comodamente recapitato da Cupertino, ma ha scelto di rifiutare. Lui vive in mezzo alla gente, lui non è il guru carismatico, nonostante abbia dato ad Apple più di quanto Steve Jobs non ammetterà mai. Ha scelto di partecipare al rito di passaggio, perché ne riconosce l’importanza assoluta. Significativi sono gli articoli di Andrea Toso e di Vittorio Zambardino.

Ma andiamo avanti.

Da queste parti ci stiamo organizzando per un esame di reti di telecomunicazione. Tutte quelle cose sui protocolli che danno gioia a qualsiasi sysadmin. Ovviamente è prevista la preghierina al santo Andrea Beggi, che ci protegga in questi giorni.

Inoltre, mi si è fuso l’alimentatore del portatile che ho prontamente sostituito, grazie a un suggerimento di Vanz. In questi giorni cambierò anche la tastiera visto che il numero di tasti cancellati è maggiore uguale al numero di quelli visibili. E per concludere la rivoluzione estiva, effettuerò il mitico formattone di luglio con un upgrade verso la tigre. Ora mi basta che Steve Jobs si concentri sui portatili, annunciando il computer adatto per me, ovviamente leopardato. E puntualizziamo una cosa. Preferisco i desktop classici MacOs X all’erbetta di Leopard.

8 Appunti »

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  1. C’è una differenza sostanziale tra le code per l’iPhone e quelle per i concerti dei Police (che pure non farei perché refrattario, al limite acquisterei online). Buona parte delle persone in coda per il telefono (possiamo chiamarlo così?) non sa realmente perché lo sta facendo, non sono tecnici, critici, early adopter o Wozniak. Semplicemente lo hanno percepito, complici i media, come nuovo oggetto di moda che sarà un must possedere. Comprano a scatola chiusa. Il consumatore razionale aspetta di sapere che tipo di prodotto si metterà in tasca, dopo aver speso (particolare non del tutto insignificante) una bella mazzetta di euro. A costo di non essere il primo, record che non sarà mai riconosciuto ufficialmente ma che invece espone a rischio di beffa, se la prima ondata del prodotto si rivelasse, come spesso accade, non esente da bachi. La differenza tra l’iPhone e i Police salta all’occhio.

    Comment by radiowaves — 1 Jul 07 @ 14.10

  2. Il consumatore razionale non esiste.
    E l’iPhone è come i Police. Soprattutto perché nessuno può dire chi sia più consapevole dell’altro. E la scatola chiusa riguarda anche il concerto, visto che si paga in anticipo.

    Comment by redpill — 1 Jul 07 @ 18.16

  3. È questione di passione. Anche in un campo così razionale come la tecnologia, il saper toccare le corde della passione e dell’emozione si può rivelare un’arma vincente. Lo sanno bene i produttori di console per videogiochi, per i quali è certo più facile.

    Lo sa benissimo Steve Jobs, che ha fatto del prodotto passion-driven il suo personale modo di intendere l’elettronica di consumo. E iPhone lo rappresenta bene, pur criticabile sotto molti punti di vista.

    Comment by Kurai — 1 Jul 07 @ 19.10

  4. Bellissimo post, ricco di spunti.
    Ho già iniziato a leggere la tua tesi…

    Comment by la spostata — 1 Jul 07 @ 20.45

  5. Il consumatore razionale è la base di ogni teoria economica. Poi, certo, anche la passione e l’emozione giocano un ruolo importante, io stesso ammetto di essere incuriosito dal nuovo prodotto e aspetto di vederlo, toccarlo, acquisire informazioni. Non per questo mi metterei in coda per acquistarlo prima di quei passaggi fondamentali. Questo è ciò che intendo per “scatola chiusa”. Sui Police dispongo di tutte le conoscenze necessarie (dischi precedenti, concerti precedenti…) per sapere che sto acquistando un prodotto di valore (magari ad un prezzo superiore alla legge di mercato, ma la passione incide anche qui e comunque, se il biglietto si vende, vuol dire che fuori dal mercato non è). Dai Police so cosa posso aspettarmi, dall’iPhone no. Non ancora.

    Comment by radiowaves — 2 Jul 07 @ 08.30

  6. @spostata, grazie cara, troppo gentile :)

    @radio, continuo a dire che è la stessa cosa. e io so cosa aspettarmi da Apple e da Steve Jobs, allo stesso modo. Poi potrà essere deludente, così come il concerto dei Police.

    Comment by redpill — 2 Jul 07 @ 08.38

  7. Il consumatore razionale è una utile astrazione, ma non esiste n senso assoluto. Esiste relativamente alle condizioni in cui si trova ad agire. Ad esempio, per un consumatore che non ha abbastanza informazioni per decidere (non ha mai usato o posseduto l’iPhone, in questo caso) è razionale affidarsi all’opinione di esperti che stima, imitare la massa, affidarsi ad un brand famoso e conosciuto, alla serietà dell’azienda.
    La stessa cosa, in Italia, potrebbe essere vista come molto meno razionale. Ed infatti dipende anche dalla percezione personale del rischio che si corre.

    Comment by Mirco — 3 Jul 07 @ 12.16

  8. Sono d’accordo Mirco. Quindi non si spiega la coda per acquistare un prodotto di cui gli esperti non hanno ancora potuto dirci nulla. La fiducia nell’azienda è cosa bella (ma rischiosa) ma correre a dare tangibilmente questa fiducia, sotto forma di una bella mazzetta di $, prima ancora di conoscere anche un solo dettaglio tecnico del nuovo apparecchio, è un passo oltre.

    Comment by radiowaves — 3 Jul 07 @ 21.13

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