L’ultima volta che vidi Parigi…
Una settimana fa partivo dall’aeroporto Cristoforo Colombo per raggiungere Parigi e i presupposti di un mal di gola c’erano tutti. Come ogni buona regola, la mini-vacanza nella capitale si è presto tradotta in una forzata sosta in albergo, a base di paracetamolo che, per fortuna, si pronuncia esattamente come si può facilmente intuire.
Nonostante ciò, la due-giorni a base di conferenze e networking (parola dell’anno) è stata divertente, soprattutto la seconda parte. Complice l’influenza, il primo giorno è stato massacrante, spesso noioso e sempre risaputo. Ovviamente escludendo l’intervento di Kevin Rose (he’s the coolness made real) e Philippe Starck che si è presentato vestito come un motociclista. Awesome.
Tra alti e bassi, ho capito troppo tardi di essere ancora malaticcia per godermi l’ambiente. Ma sono riuscita comunque – nella fila per i formaggi – a passare avanti al simpaticissimo Robert Scoble. Son cose.
Mi aspettavo grandi cose da Le Web 3 ‘07 (complimenti per il nome facile da ricordare) e sono tornata a casa con un po’ di delusione. Chi non mi ha deluso è stato, invece, Loic Le Meur, organizzatore e padrone di casa. Furbo, con un gran sorriso, occhi azzurri e fisico invidiabile, Loic ha un carisma notevole e lo dimostra anche nell’organizzazione complessiva dell’evento: quasi perfetta. Quasi perché a volte si è sbagliato (dimenticandosi per strada David Weinberger, uno degli interventi più attesi) e altre volte si è strafatto (come la musica techno tra un talk e l’altro oppure gli studios affittati per l’occasione). Insomma, tenuto conto di tutto, Le Web 3 si merita un voto pari a 7. Sette-più se teniamo conto dei buffet.
A metà del primo pomeriggio ero assolutamente certa: prima esperienza a Le Web 3 è stata più che sufficiente. Oggi penso che mi piacerebbe tornarci il prossimo anno, almeno per vedere se e cosa è cambiato. E per poter fare la veterana con i novellini, un po’ come ha fatto quest’anno Zoro (o 7oro) con me.
Ah sì. Tra le altre cose ho anche lavoricchiato. Ecco dunque il mio pezzo per il Manifesto e quello uncensored di diecimila caratteri per VisionPost (che come dice sempre Raffo, a me stanno strette tutte queste limitazioni spaziali di cartelle spazi-inclusi).
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