Waiting for Starbuks
Ci saranno più possibilità, ora che il caffè andrà in lattina? Da queste parti si spera e si attende il primo test Ilko (vieni avanti creativo?).
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Ci saranno più possibilità, ora che il caffè andrà in lattina? Da queste parti si spera e si attende il primo test Ilko (vieni avanti creativo?).
Tutti siamo favorevoli all’interoperabilità e la libera concorrenza, perché in fondo a nessuno piace l’atteggiamento spocchioso del monopolista, sia Google, Microsoft o Apple.
Detto ciò, mi rattrista leggere sull’odierna Repubblica di carta che d’ora in poi i mattoncini Lego si potranno incastrare con pezzi non originali prodotti da altre aziende. Mi piange davvero il cuore.
E infatti io l’ho vista martedì, e allora è tornato il gelo ed è saltata la desiderata grigliata per festeggiare domenica prossimata il Gonzo. Insomma, un disastro.
Poi da queste parti si scrive poco, ma si pensa molto. Il che è un bene di solito, ma in questi giorni potrebbe andare meglio.
Sorvoliamo. Come la rondine.
È andata molto bene al BarCamp di Torino, invece. Tante belle chiacchiere, molta ispirazione. Menzione speciale sicuramente per Sonounprecario. Toh, ora lo aggiungo al blogroll, che è tanto che non lo aggiorno.
Ho visto un film disgustoso. No, non è un horror. E no, non è italiano. È una robaccia con il Dottor Shephard, Ghost Dog – che continua ad avere un debole per le bambine con il cono gelato –, uno strafatto Dennis Quaid (o almeno sarebbe l’unica giustificazione accettabile) e Ripley che orma è più vicina a un Alien che a una donna, ma le vogliamo comunque bene. Ho ancora gli incubi per quell’osceno razzismo. E non fatevi fregare dalla storia delle prospettive, son tutte balle.
In tutto questo orrore, mi sto ritagliando un weekend in quel di Torino per assistere a Share Piemonte. Incrociamo le dita. Edco pra è oiù diffocile sxrivere.