6 Jun 08

Il sogno nel cassetto

Ogni volta che vado a Milano per lavoro, immediatamente mi ingrigisco. Ho una vera e propria intolleranza verso quelle strade, quei luoghi, quelle persone che brulicano in ogni angolo. Insomma, per me è una sofferenza e, ogni volta che torno a Genova, ho bisogno di una doccia calda per togliermi di dosso quella sensazione di gabbia di metallo. 

Ma ciò che più mi intristisce, sono le ragazze che vanno a Milano in cerca della notorietà. Non tutte, chiaramente. Ma spesso, in metropolitana si incontrano queste giovani modelle, di una magrezza impressionante, sempre con il book fotografico sotto braccio o in borsa. Tutte altissime e bellissime, tanto da stridere in un ambiente così angusto e sotterraneo. Sguardi tristi o semplicemente speranzosi, gambe lunghe che corrono da un’agenzia all’altra, sinuose braccia che stringono il futuro. 

E allora, oggi, ho pensato che quei book fotografici rappresentano un po’ quello che una volta erano le valigie in cartone, tenute insieme da uno spago. Ce la puoi fare, oppure no. Certo, ora la confezione è molto più allettante, ma la voglia, la speranza, è sempre la stessa. 

(Foto tottarium

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