[Sneak peek]
- Giornalismi, Oraomaipiù (15.20) Nessun appunto »
«Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po’ di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede… continua»
La traduzione in itaiano dell’articolo del Guardian sulle violenze alla Diaz è disponibile grazie a Jimmi.

E così svanisce il giorno del mio ventiquattresimo compleanno. Non ho ancora capito se ciò è bene o male, ma evidentemente non c’è nulla da spiegare. Certamente 24 è un numero che mi piace, è tondo, armonioso e simmetrico. Nulla a che vedere con lo scontroso e restio 23. Santo cielo. Ho iniziato a dire che avevo ventiquattro anni per disperazione mesi e mesi fa, ché quel ventitré davvero non mi andava giù. Il 22 mi piaceva discretamente, mentre i 21 micapoitanto eh. Il 19 è positivo, mentre il 18 è decisamente superlativo. Ah, le forme del diciotto non hanno paragone. Perfetto equilibrio: lo smilzo e il cicciotto, lo stronzo e il buono. Mi immagino l’interrogatorio nel mondo dei numeri, vedo il Signor Due seduto sulla sedia spigolosa, accusato delle peggiori nefandezze come aver provato a farsi dividere da uno Zero (che sconcezza), o ancora passare con scioltezza da una parte all’altra dell’Uguale senza cambiarsi di segno (una vera eresia). Insomma, a questo punto, il Due non vuole confessare. Arriva il 18, la coppia perfetta, e lo torchiano nella modalità poliziotto buono (8) - poliziotto cattivo (1).
Tutto questo per divagare, ovviamente. È stato un bellissimo compleanno per (in ordine cronologico):
- la quantità industriale di auguri via FriendFeed, Facebook e messaggi privati
- il primo regalo su Facebook (grazie a Vanz!)
- il primo (enorme) mazzo di fiori regalatomi dal mio Amore, inaspettatamente commossa
- ho registrato auguri e regali in numero decisamente superiore alla media
- i regali bellissimi portati da Mitì (GRAZIE!), su tutti la collana fatta apposta per me
- i regali firmati (da Jean Paul Gaultier e da Swatch) scelti dai miei amici di avventure (e pusher da una vita).
- la guida di cucina per Nintendo DS (per cucinare con la mia dolce metà)
E poi tutto ciò che ho scordato perché sono le due di notte. Caspita. Grazie a tutti. Avete contribuito a rendere la mia giornata migliore.
Insomma, qui si avvicina il periodo bollente, e già si figurano i primi turni di ferie.
Sono indubbiamente stanca e affaticata da questo ultimo anno, toccando minimi storici di sonno e massimi storici di operatività. Detto questo, però, a me le ferie non piacciono. Trovo che l’obbligo morale di dover prendere almeno qualche giorno ad agosto sia folle. Perciò, quando mi viene chiesto il calendario ferie, il modulo resta vuoto, sul tavolo. Quest’anno non faccio vacanza.
Tre i motivi principali:
Il mio obiettivo è perciò quello organizzare sporadici weekend poco impegnativi e per nulla stressanti. Perché non voglio trovarmi a ferragosto in coda in auto, né a cuocermi su qualche spiaggia, né ad annoiarmi in montagna. Ho bisogno di un obiettivo che mi dia una ragione valida per andare via da Genova per un sabato e domenica, low budget magari. Qualche idea?
[Foto thomaswahnoff]
Non è per fare polemica preventiva. Ma alla domanda «cosa accade il 18 luglio?» siete pregati di non rispondere «Torna BlogBabel».
Pena, il ban permanente :))
Ché la ricorrenza qui è sentita. Ecco.