20 Sep 08

Pleolitico

Su Alias di oggi (supplemento del manifesto), il mio editoriale su Pleo-Nabaztag-Spore, le nuove specie che stanno invadendo la Terra. Un approfondimento sul dinosauro (scritto da Alessandra) e un profilo di Will Wright (scritto da Raffaele).

Due belle pagine dedicate alle "Emozioni artificiali in gioco" e al futuro della simulazione. Un pezzo che mi sta particolarmente a cuore. 

25 Jul 08

[Sneak peek]

Ideologie nella rete 

9 Jan 08

Peggio della televisione

Photo di sa_ku_ra [Flickr]

 

Per ricordarci che alcune cose non cambiano mai.

L’intervista mai fatta a Beppe Grillo di Alessandro Gilioli. Con sentita ammirazione.

D’altra parte ringrazio Grillo.

 

Ho appena rinnovato l’abbonamento annuale a L’Espresso e preferisco leggere su carta tutt’altro che le sue invettive.

17 Oct 07

Doppia rettifica

Riemergo da giorni superimpegnati, tra lavoro e lavoro, per due comunicazioni di servizio essenziali.

1_ Nel mio pezzo su Corriere ho promosso Fabio Giglietto, che ringrazio ancora per la disponibilità in quel d’Urbino, a Presidente del Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione, ai danni (credo) di Giovanni Boccia Artieri. Ecco, scusate, ma a volte i tagli mi fregano, e anche i pezzi doppi (vedi VisionPost).

2_ Sempre relativamente a Urbino, specifico a tutti i presenti e non che il mio ruolo nell’ideazione della caccia al tesoro è stato nullo (soprattutto per evitare il rischio di ripercussioni e vendette personali). Ho solo ispirato indirettamente, tramite il mio coniglio Daikon, un enigma. Che poi si diceva "markettone, markettone dei conigli". Un piffero. Le menti dietro la caccia al tesoro si sono riuniti nella mia tana, Daikon ha simpaticamente parlato e allora è stato naturale inserirlo come informatore segreto (così’ segreto che, mi dicono, una squadra è stata seduta per 45 minuti a fianco del coniglio chiedendosi «cosa dobbiamo fare ora?», mentre il coniglio recitava ad alta voce «La password è Carlo Bo»). Niente marketta, solo pura casualità.

Per gli affezionati lettori che sopportano le mie passioni, domani troverete su "Il Manifesto" (in edicola) anche una bella intervista a Rafi Haladjian, padre del coniglietto bianco. Come perdersela? 

18 Sep 07

Remember New York, staring outside

Oggi Miki ha scritto un bel pezzo che introduce una notizia importante per l’editoria: il New York Times ha annunciato che aprirà tutti gli archivi alla consultazione gratuita. Anche Raffaele ne ha scritto su VisionPost, spiegando per esteso la decisione storica del quotidiano.

Tra le altre cose, Viviane dice anche che il sistema di editoriali a pagamento ha avuto successo e ha fruttato 10 milioni di dollari. Un buon modello di business, ma nulla di paragonabile con l’offerta ad-based, ad accesso gratuito e basato sulle inserzioni pubblicitarie.

È il New York Times che parla. E le sue affermazioni sono un punto di riferimento per tutta l’editoria. Se lo fa il NYT, beh, qualcosa vorrà dire. Forse vuol dire che in futuro l’informazione sarà completamente gratuita e che la pubblcità sarà la principale (se non l’unica) fonte di sostentamento. O forse vuole dire che il NYT ha talmente tanti accessi che si può permettere di regalare i propri contenuti. Ma non per tutti gli organi di informazione questo sarà possibile. Il divario tra le piccole realtà e le testate-brand si sta sempre più accentuando e, nonostante l’opportunità di raggiungere un pubblico più ampio, è l’informazione locale a perderci. Si rafforza il più potente e si indebolisce il più fragile, regolati dall’emergenza delle reti. E in tutto questo, i più forti restano i grandi brand come il NYT e gli aggregatori di notizie (Google News, ma anche Digg), ricavando una sorta di pubblico di massa dalle nicchie online.

Si tratta ancora di un mercato in evoluzione e il modello di business (anzi, i modelli) si stanno delineando prima ancora che affermando. La realtà è che l’informazione – la breaking news – è oggi sempre più riprodotta su diverse piattaforme, analigiche e digitali, a pagamento e gratuite. Parallelamente, i lettori sono sempre più inflessibili rispetto al costo dell’informazione, del triplice diritto a informare, informarsi ed essere informati. Il trucco di chi, oggi, propone questo tipo di contenuti a pagamento è proporlo come originale, scoperto grazie alle fonti o a un intenso lavoro di reporting. Via via, la complessità della rete rende sempre più difficile svolgere adeguatamente queste operazioni che, comunque, offrono un valore aggiunto non indifferente.

Al di là dell’informazione pura e semplice, esiste un complesso mondo di conoscenza che spesso nasce dall’attualità e cresce in altre dimensioni della cultura. Esistono contenuti complessi, rielaborati e riprodotti creativamente che si delineano come unici. Questo è il tipo di informazione che, fino alla fine del mondo, potrà valere un contributo o un abbonamento, alla pari di un saggio o di una rivista specializzata. Questo era il tipo di informazione che il New York Times faceva pagare ieri. Editorialisti, grandi firme e importanti pensatori che oggi rappresentano un esempio per l’editoria elettronica e non solo.


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